SPF e Protezione Solare | Cos'è, Come si Sceglie

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Indice Articolo

Definizione

Sun Protector Factor

La sigla "SPF" è acronimo di Sun Protector Factor: letteralmente, l'espressione viene tradotta come "fattore di protezione solare".

L'SPF è un valore espresso con un numero: riportato sulle etichette delle formulazioni cosmetiche solari, definisce la capacità di proteggere la pelle dai raggi ultravioletti UVB.

L'SPF indica la capacità di filtrare i raggi UVB: in un solare, più elevato è l'SPF, più alto è il grado di protezione contro i raggi UV.

Funzione

Protezione contro gli UVB

L'SPF è un parametro numerico ideato per tutelare e informare il consumatore riguardo l'efficacia protettiva dei cosmetici solari.

Infatti, grazie all'SPF dichiarato in etichetta, il consumatore può avere informazioni:

  • sulla quantità di raggi UVB che vengono bloccati dal cosmetico solare;
  • sul tempo necessario ai raggi UVB di oltrepassare la protezione solare e provocare eritema o arrossamento della pelle;
  • sulla quantità di radiazione incidente che riesce a penetrare nella pelle.

Ad esempio, un solare con SPF pari a 15 scherma una quantità di energia solare 15 volte superiore a quella che provocherebbe eritema, in caso di mancata protezione solare.

Raggi Ultravioletti

La luce ultravioletta fa parte delle radiazioni elettromagnetiche prodotte dal sole, che riescono a oltrepassare l'atmosfera e giungere fino a noi.

Oltre ai raggi ultravioletti, il sole produce:

  • luce visibile: è facilmente osservabile ad occhio nudo, stimola il buonumore ma può velocizzare il processo d'invecchiamento della pelle;
  • raggi infrarossi: non osservabile dall'occhio dell'uomo, produce benessere e regala una sensazione di calore. Tuttavia, può disidratare la pelle e causare insolazioni.

I raggi UV si classificano in tre frazioni (UVA, UVB e UVC), in base alla lunghezza d'onda.

In tabella, sono descritte le caratteristiche distintive dei vari tipi di raggi UV.

Tipo di radiazione ultravioletta

Caratteristiche

UVA: lunghezza d'onda variabile da 320 a 400 nm.

Sono chiamati anche raggi dell'invecchiamento.

  • buoni effetti sull'abbronzatura;
  • effetti moderati sul danno della pelle;
  • favoriscono il photoaging: penetrando nella pelle, possono creare danno a livello di collagene, elastina e capillari;
  • possono essere causa di eritemi solari di lieve entità.

UVB: lunghezza d'onda variabile da 280 a 320 nm.

Sono chiamati anche raggi delle scottature.

  • rappresentano solo il 5% della radiazione emessa dal sole, che giunge sulla terra, ma sono i raggi maggiormente coinvolti nell'abbronzatura;
  • possono alterare il DNA, favorendo la comparsa di cancro della pelle;
  • possono generare eritema solare evidente.

UVC: lunghezza d'onda variabile da 100 a 280 nm.

Anche se molto dannosi per la salute, riescono ad essere trattenuti dall'ozonosfera, di conseguenza l'effetto sulla pelle è relativamente scarso.

SPF e MED

Alle Origini dell'SPF

Il concetto di SPF fu introdotto più di un secolo fa, agli albori del XX secolo.

In origine, non si parlava di SPF, ma di MED (acronimo di "minima dose eritematosa").

Il MED esprime:

  • il tempo necessario a sviluppare eritema su una pelle non protetta;
  • il minor dosaggio di UV sufficiente per sviluppare eritema su pelle non protetta.

Il MED cambiò vari nomi nella storia, venendo definito prima Schulze Factor, poi Sun Protector Factor nel 1974.

Definizione Standardizzata di SPF dalla FDA

Se, in origine, l'SPF valutava solo il tempo o la dose di UV necessaria a sviluppare eritema su una cute priva di protezione solare, alla fine del 1970 l'FDA definì il reale significato di SPF:

  • l'SPF si calcola dividendo il MED della zona esposta al sole e protetta applicando 2 mg di protezione per cm2, con il MED della zona esposta all'irradiazione UV in assenza di protezione.

Valori e Classi di Protezione

Indice di Protezione

Da qualche anno, la Commissione Europea ha stabilito alcune linee guida specifiche riguardanti l'etichettatura dei solari.

Come detto, maggiore è l'SPF, maggiore è la protezione solare del cosmetico.

Tuttavia, per non di "abusare" della numerazione SPF - dunque evitare di trarre in inganno il consumatore con SPF elevatissimi - si sono stabiliti 8 valori di SPF, corrispondenti a quattro classi di protezione.

Valore di SPF

Classe di Protezione

6 o 10

bassa

15, 20 o 25

media

30 o 50

alta

50+

molto alta/ultra

Grado di Protezione

La quantità di raggi UVB bloccati varia in base all'SPF del solare:

  • un SPF pari a 15 blocca il 93% dei raggi UVB;
  • un SPF pari a 30, blocca fino al 97% dei raggi UVB;
  • un SPF pari a 50 blocca fino al 98% dei raggi UVB 1.

Interpretazione dei Valori SPF

I raggi UV che raggiungono la cute sono calcolati dividendo il valore 1 per l'SPF degli UV irraggiati.

Per semplificare:

  • SPF 10 = 1/10 degli UVB raggiunge la pelle (10%)
  • SPF 50 = 1/50 degli UVB raggiunge la pelle (2%)

Protezione contro UVA e UVB

Protezione ad Ampio Spettro

Per essere efficace, un cosmetico solare dovrebbe offrire una garanzia di protezione ad ampio spettro, dunque schermare sia gli UVA sia gli UVB.

Ricorda che...

L'SPF protegge la pelle solo dai raggi UVB, dunque la protezione non è completa.

PPD e IPD: Protezione Contro UVA

I metodi PPD e IPD sono stati approvati dalla Comunità Europea per valutare la protezione di un prodotto solare contro i raggi UVA.

Proprio come accade per la dichiarazione dell'SPF in etichetta, la protezione contro gli UVA dev'essere espressa con:

  • gli acronimi dei metodi utilizzati (PPD o IPD), oppure;
  • un bollino bianco che riporti la sigla "UVA" al proprio interno, oppure;
  • con la dicitura "Broad Spectrum".

Valutazione della Protezione UVA

Un cosmetico di qualità dovrebbe schermare la pelle anche dagli UVA, per almeno un terzo della capacità filtrante degli UVB.

Per semplificare...

Se un solare ha un SPF pari a 50 (dunque lascia arrivare il 2% degli UVB), dovrebbe lasciar passare anche un quantitativo di UVA pari al 6%.

Errori Comuni e Falsi Miti

Calcolo Errato di Protezione

Secondo il pensiero comune, si ritiene che l'SPF possa indicare con precisione il tempo di permanenza al sole, prima che si formi l'eritema solare.

Esempio di calcolo errato

Con un SPF pari a 20, solo 1/20 degli UVB può raggiungere la pelle: il consumatore può credere che il tempo di esposizione al sole prima che compaia la scottatura sia 20 volte maggiore rispetto a quello senza protezione.

L'esempio riportato ricalca in maniera veritiera il pensiero di molti consumatori. Questo ragionamento è errato perché non si tiene conto del danno provocato dagli UVA.

Basti pensare che alcuni UVA hanno una lunghezza d'onda pari a 320 nm, e altri UVB raggiungono la pelle con una lunghezza d'onda di 310 nm: la differenza è minima, dunque i danni saranno molto simili (ma nel cosmetico, l'SPF si riferisce solo ai raggi UVB).

Criticità

Calcolo dell'SPF

Il calcolo di un SPF non è così semplice da stabilire.

Infatti, vi sono ancora numerosi limiti riguardanti la definizione di SPF, che possono includere:

  • resistenza all'acqua e al sudore;
  • quantità di prodotto applicata;
  • superficie della zona cutanea in cui applicare il prodotto;
  • soggettività dell'individuo;
  • metodiche riguardanti la lettura minima della dose eritematosa.

Capacità di Resistenza dell'SPF

Alcuni prodotti con SPF molto alti (es. 50/50+) sono difficilmente applicabili, ovvero la loro stendibilità non risulta così piacevole.

Inoltre, alcuni prodotti con SPF elevati possono essere poco resistenti all'acqua o al sudore.

In simili circostanze, è chiaro che il prodotto solare con SPF elevato, ma difficile da spalmare e poco resistente al sudore non risulterà molto protettivo.

Tra un prodotto ad elevato SPF e poco resistente al sudore e un altro solare con SPF medio ma resistente al sudore e facile da spalmare è da preferire quest'ultimo, in grado di garantire una più efficace protezione per la sua miglior texture e formulazione di base.

Quantità di Cosmetico Solare

Quanto Solare Applicare per Garantire una Protezione Efficace

La quantità di solare da applicare per assicurare alla pelle la protezione SPF riportata in etichetta è di 2mg/cm2.

Per capire...

In media, un adulto dovrebbe applicare 35-45 g di solare prima di esporsi al sole, ovvero una dose che equivale al contenuto di 6 cucchiaini da tè.

Purtroppo, il consumatore tende ad applicare molto meno prodotto rispetto a quello richiesto: si stima che la dose applicata sia ridotta a un quarto.

Questa propensione ad applicare poco prodotto non dev'essere trascurata: non a caso, molto spesso, l'eritema solare tende a comparire molto prima del tempo presunto secondo l'SPF.

Infatti, applicando una dose inferire rispetto a quella necessaria, la protezione solare risulterà nettamente inferiore.

Domande e Risposte

Perché applicare un solare anche all'ombra?

I raggi UV possono colpire la pelle anche all'ombra, sotto all'ombrellone e con il tempo nuvoloso: per un'efficace protezione della pelle, il solare dovrebbe sempre essere applicato.

Le zone molto boscose offrono una buona protezione contro i raggi UV.

Quante resiste l'SPF mentre si nuota?

Un prodotto solare resistente all'acqua può garantire una protezione fino a un massimo di 40 minuti in acqua.

Perché applicare un solare anche quando si nuota?

I raggi UV possono penetrare fino a 1 metro sotto l'acqua: per questo, è importante proteggere la pelle con un solare anche prima del bagno in mare o in piscina.

Perché in montagna con la neve ci si scotta facilmente?

Alcune superfici riflettenti possono favorire le scottature: la neve, l'acqua, i metalli e altre superfici possono riflettersi sulla cute, dunque aumentare l'esposizione.

Cosa cercare in un buon solare?

Prima di acquistare un solare, si raccomanda di controllare la classe di protezione (bassa, media, alta, molto alta) e la resistenza all'acqua di quel prodotto.

Quali sono le attività in cui ci si scotta facilmente?

Anche applicando la crema solare, sono state individuate alcune attività che favoriscono le scottature:

  • nuoto;
  • sci e altri sport ad alta quota (la luce UV viene meno assorbita dall'atmosfera terrestre);
  • sport che favoriscono sudorazione abbondante.

In simili circostanze, si raccomanda di applicare il solare con SPF con maggiore frequenza per prevenire eritemi solari.

Perché la pelle con fototipo I si scotta facilmente?

La pelle molto chiara (fototipo I) tende a scottarsi molto facilmente perché il contenuto di melanina è differente rispetto a quello presente in una pelle scura.

Come Scegliere un Solare con SPF Perfetto?

Per scegliere un filtro solare con un adeguato SPF è importante valutare alcuni aspetti:

  • fototipo: chi ha un fototipo chiaro, dovrà ricercare un filtro solare con un SPF in grado di garantire il massimo della protezione, mentre per un fototipo scuro può essere sufficiente un livello di protezione medio/basso;
  • tipo di pelle (es. pelle sensibile);
  • durata di esposizione al sole;
  • altitudine: in montagna si tende a scottarsi più facilmente perché i raggi UV vengono meno assorbiti dall'atmosfera;
  • eventuale allergia verso alcuni componenti cosmetici;
  • presenza di eventuali condizioni dermatologiche.

Quando applicare i solari?

In generale, si consiglia di applicare la protezione solare almeno 15 minuti prima di esporsi al sole, e di riapplicarla ogni 2 ore (o ogni 40 minuti, in caso di bagno in mare o sudorazione abbondante).

Esistono solari che offrono una protezione h24?

Non ci sono prove effettive sulla durata h24 di una qualsiasi crema solare, né tantomeno che una crema solare possa risultare completamente schermante contro i raggi UV.

Si possono prevenire i danni solari in altri modi?

Per assicurare alla pelle una protezione efficace contro i raggi UV, si consiglia di associare l'applicazione di cosmetici solari ad alcune strategie comportamentali molto utili, dettate dal buon senso:

  • abbronzarsi con gradualità;
  • non esporsi al sole durante le ore più calde (10.00 - 15.00);
  • proteggere gli occhi indossando occhiali da sole;
  • applicare sempre un prodotto cosmetico protettivo anche dopo l'esposizione solare;
  • rispettare la durata d'esposizione ai raggi UV;
  • coprire la pelle indossando indumenti adeguati (cappelli, magliette, pantaloni o gonne lunghe);
  • indossare vestiti in grado di bloccare la luce solare: questi abiti sono individuabili dalla presenza della sigla "UPF" (acronimo di Ultraviolet Protection Factor) in etichetta;
  • evitare le sedute abbronzanti;
  • scegliere una protezione solare adeguata per il proprio fototipo;
  • seguire un'alimentazione ricca di antiossidanti;
  • assicurare all'organismo un'adeguata idratazione, bevendo almeno due litri di acqua al giorno.

Aumentare la Protezione

Alternative Naturali

Per aumentare l'SPF o la fotostabilità del sistema filtrante ai raggi UV, l'avanzamento delle tecniche di ricerca ha permesso di individuare alcune sostanze realmente efficaci.

Alcune di queste sostanze protettive possono includere:

Lo sapevi che...

Una crema solare formulata con flavonoidi (es. rutina, quercitina) e associata a filtri fisici come l'ossido di titanio può essere utilizzata come alternativa alla classica protezione solare SPF 30 2.

Anche l'estratto di biancospino, sambuco e elicriso utilizzato in una formulazione cosmetica può proteggere la pelle come alternativa a una crema solare SPF 10 3.

Integratori Solari

Gli integratori solari da assumere per bocca supportano l'azione protettiva delle creme solari con SPF.

Gli integratori solari possono contenere sostanze naturali, efficaci per regalare un'ulteriore protezione contro i raggi ultravioletti e aumentare le difese immunitarie sulla pelle.

Alcune di queste sostanze possono includere:

Conclusioni

Prima di esporsi al sole, è sempre importante potenziare la protezione fornita dai filtri solari con SPF seguendo altre regole comportamentali, dettate dal buon senso.

In questo modo, è possibile assicurare alla pelle un'adeguata protezione contro i danni deleteri che potrebbero generare i raggi UV sulla cute.

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